Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà

La scrittura automatica

Scrittura automatica LA SCRITTURA AUTOMATICA (PSICOGRAFIA) E LA SCRITTURA DIRETTA

 

Per scrittura automatica si intende quella scrittura che si realizza per mezzo di un medium percipiente il quale, senza avere il controllo cosciente della propria mano, scrive su di un foglio le frasi provenienti dal presunto spirito del defunto evocato.

 

Il più delle volte accade che il medium avverta come una sorta di scossa elettrica - un fremito - alla mano, e che questa inizi a scrivere autonomamente e indipendentemente dalla sua volontà, addirittura con una diversa grafia.Esempio di scrittura automatica

 

Allan Kardec - uno dei padri fondatori dello spiritismo occidentale - chiama questo procedimento «psicografia»,[1] definendolo il metodo più idoneo a stabilire una comunicazione continua e stabile con l’aldilà (da non confondersi con il fenomeno della «scrittura diretta», nel quale lo spirito del defunto evocato riuscirebbe a scrivere con una penna sulla superficie di un foglio senza dover ricorrere all’intervento diretto di un medium).

 

Tra i medium scriventi più famosi ricordiamo l’irlandese Geraldine Cummings:

 

La Cummings scriveva ben tremila parole ogni ora (numero impressionante, se si pensa che mille parole costituiscono già un massimo anche per uno scrittore di vena facile); scriveva senza cancellare e senza mai interrompersi, quindi niente intervalli tra una parola e l’altra e niente puntini sulle i. […] Il testo, perfettamente corretto e scorrevole, non aveva mai bisogno di essere modificato.[2]

 

Stesso discorso vale per la «pittura medianica» (detta anche «pittura automatica») e per la «musica medianica»: nel primo caso il medium sembrerebbe essere in grado di lavorare su una tela riproducendo perfettamente lo stile di pittura del defunto evocato; nel secondo, invece, parrebbe riuscire a comporre musica e a suonare in modo automatico uno o più strumenti musicali.

 

Due casi emblematici, a riguardo, sono quelli del medico brasiliano Luis Gasparetto, che dipingeva stando in trance migliaia di tele attribuendole agli spiriti dei pittori morti evocati, e quello della medium londinese Rosemary Brown, la quale riusciva, a suo dire, pur non avendo nessuna conoscenza di musica, a produrre complesse composizioni musicali.[3]

 

Ma torniamo alla scrittura automatica e cerchiamo di capire come sia possibile che a volte il medium riesca a scrivere con una grafia diversa dalla sua, fornendo delle risposte che non potrebbe conoscere. Le spiegazioni ipotizzabili sono due:

 

1. o il tutto è frutto del subconscio del medium. E a questo proposito «è interessante notare che dei soggetti ipnotizzati o in stato di sonnambulismo sembrano in grado di riprodurre la calligrafia dell’ipnotizzatore o di qualche altro testimone»,[4] cosa - questa - che parrebbe dare ragione alla teoria espressa da padre Carlos María De Heredia - sacerdote gesuita studioso di metapsichica,[5] nonché famoso prestigiatore messicano scopritore di moltissime frodi nel campo dello spiritismo -, secondo la quale in alcuni particolari frangenti si potrebbe stabilire una comunicazione inconscia e telepatica tra il subconscio di una persona «trasmettitrice» (ad esempio colui che si rivolge a un medium) e il subconscio di una persona «percettrice» (lo stesso medium che si avvale della scrittura automatica);[6]

 

2. oppure ci troviamo di fronte a un autentico fenomeno medianico di origine preternaturale, dove il braccio del medium scrivente viene comandato da un’entità estranea (un demonio). E poiché gli spiriti maligni potrebbero conoscere ogni aspetto della vita dei defunti evocati, non sarebbe per loro impossibile fornire, a riguardo di chiunque, tutte le prove necessarie ad attestarne l’identità, compresa la possibilità di riprodurne la grafia.[7]

 

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[1] Cf. Allan Kardec, Le livre des médiums et guide des évocateurs, De Mortagne, Montréal 1986, P.2, C.17, par. 210.

[2] Panorama ESP, a cura di P. Giovetti, «Arc» 6/4 (1977) p.58, citato da François-Marie Dermine in Carismatici, sensitivi e medium, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2010, 249.

[3] Cf. Francesco Bamonte, I danni dello spiritismo, Àncora, Milano 2003, 55.

[4] Citato da François-Marie Dermine in Carismatici, sensitivi e medium, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2010, 344.

[5] «Un fenomeno metapsichico è: […] un effetto sensibile provocato da un medium come causa strumentale, e prodotto da un agente intellettuale occulto come causa principale, per mezzo di forze qualche volta sconosciute» (Carlos María De Heredia, Le frodi dello spiritismo e i fenomeni metapsichici, EP/SAIE, Roma 1973, 156).

[6] «Abbiamo da una parte la persona che (supponiamo) trasmette mentalmente e dall’altra un percettore (che già sappiamo c’è). Il trasmettitore mentale (supponiamo) irradia un’impressione incosciente che viene intercettata dal percettore, il quale trasformandola in cosciente la trasmette, per mezzo dei sensi, al trasmissore» (citato da Carlos María De Heredia in Le frodi dello spiritismo e i fenomeni metapsichici, EP/SAIE, Roma 1973, 271).

[7] Cf. François-Marie Dermine, Carismatici, sensitivi e medium, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2010, 343 e 344.

 

 

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